L’esposizione al fumo di incendi aumenta il rischio di demenza?

Redazione By 30 Luglio 2024Luglio 31st, 2024No Comments
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Secondo uno studio retrospettivo di corte condotto su oltre 1,2 milioni di persone nel sud della California, l’esposizione al fumo degli incendi potrebbe aumentare maggiormente il rischio di sviluppare demenza rispetto all’esposizione ad altri tipi di inquinamento atmosferico. I risultati sono stati presentati oggi all’Alzheimer’s Association International Conference (AAIC 2024), congresso organizzato ogni anno dall’Alzheimer’s Association – un’associazione dedicata alla cura, al sostegno e alla ricerca sull’Alzheimer – che raduna migliaia di ricercatori da tutto il mondo.

I ricercatori hanno analizzato le cartelle cliniche di 1.227.241 di pazienti del Kaiser Permanente Southern California con età pari o superiore a 60 anni dal 2009 al 2019, che all’inizio dello studio non avevano ricevuto una diagnosi di demenza. L’esposizione delle persone al PM 2.5 di fumo di incendi – monitorata utilizzando i dati dell’Environmental Protection Agency – è stata calcolata in base alla zona di residenza, che veniva aggiornata trimestralmente. Successivamente, hanno confrontato questi dati con le successive diagnosi di demenza presenti nelle cartelle cliniche dei partecipanti.

È emerso che le probabilità di diagnosi di demenza sono aumentate del 10% per ogni aumento di un μg/m3 – ovvero la quantità di particolato in un metro cubo d’aria – della concentrazione media triennale di PM 2.5 da incendi boschivi. Per l’esposizione al PM 2.5 non dovuto agli incendi boschivi, le probabilità di diagnosi di demenza sono aumentate dell’1% per ogni μg/m3 in più di esposizione media triennale.

“Ricerche precedenti avevano già mostrato come l’esposizione a PM 2.5 fosse associata alla demenza, ma da questo studio sembrerebbe che il rischio derivante dall’esposizione dovuta al fumo degli incendi è una preoccupazione ancora più grande”, ha affermato Holly Elser, prima autorice dello studio e neurologa presso l’Hospital of the University of Pennsylvania. “L’inquinamento atmosferico prodotto dagli incendi, infatti, rappresenta al giorno d’oggi oltre il 70% dell’esposizione totale a PM 2.5 nei giorni di scarsa qualità dell’aria in California”.

Ma quali potrebbero essere i motivi? Secondo gli autori, il PM 2.5 prodotto dagli incendi viene prodotto a temperature più elevate, contiene una maggiore concentrazione di sostanze chimiche tossiche e, in media, ha un diametro inferiore rispetto al PM 2.5 prodotto da altre fonti. È necessario, però, condurre altri studi sull’argomento.

Altro aspetto da studiare e tenere in considerazione riguarda le disuguaglianze sociali: “I risultati sono apparsi più pronunciati tra gli individui appartenenti a gruppi etnici minoritari e nelle aree ad alta povertà”, ha sottolineato Joan A. Casey, tra gli autori dello studio e professore presso il Department of Environmental and Occupational Health Sciences dell’University of Washington. “Questi risultati sottolineano che le politiche volte a prevenire le disparità associate alla demenza dovrebbero includere sforzi per ridurre l’esposizione a lungo termine al PM 2.5 da incendi boschivi e non”.