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La disoccupazione è ancora un problema per chi soffre di epilessia

Redazione By 29 Giugno 2024Giugno 30th, 2024No Comments
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Epilessia disoccupazione

Nonostante al giorno d’oggi si riesca spesso a raggiungere un buon controllo delle crisi, in Europa in pazienti affetti da epilessia continuano ad avere tassi di disoccupazione e sottoccupazione maggiori rispetto alla popolazione generale. È quanto emerge dai risultati di un’analisi presentata a EAN 2024, il meeting annuale dell’European Academy of Neurology (EAN) in corso dal 29 giugno al 2 luglio a Helsinki.

Un gruppo di ricerca internazionale ha condotto una revisione sistematica sul tema, selezionando 55 lavori realizzati dal 1958 al 2023 in Bulgaria, Francia, Germania, Irlanda e Italia. “Le ragioni più importanti sono esterne”, ha spiegato Flavia Narducci, neurologa e dottoranda dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, Italia, co-autrice dello studio. “Gli atteggiamenti dei datori di lavoro e un ambiente familiare non suppportivo sono determinanti per quanto riguarda la possibilità che un individuo possa trovare un lavoro o meno. La letteratura mostra che i datori di lavoro pensano che l’assenteismo e i tassi di incidenti siano più alti nelle persone con epilessia, il che non è vero. Troviamo tassi simili di incidenti non legati alle crisi tra persone con e senza epilessia”.

Nello specifico, tra i soggetti con epilessia i tassi di disoccupazione sono risultati pari oggi al 7,9% in Italia, al 6,7% in Irlanda, all’8,5% in Francia, al 15% in Germania e al 9% in Bulgaria. Per quanto riguarda le persone con epilessia completamente occupate, invece, queste rappresentano il 42,9% in Italia, il 53% in Irlanda, il 31,7% in Francia, il 40% in Germania e il 47,9% in Bulgaria. Un dato rilevante, poi, è che molte persone con epilessia scelgono di non rivelare la propria condizione, verosimilmente a causa dello stigma esistente. Un effetto, questo, che varia molto a seconda del contesto: se in Italia questo dato è pari al 24,2%, in Bulgaria raggiunge addirittura il 48,5% dei pazienti.

Lo studio fa parte di un progetto europeo chiamato EpilepsyPOWER, il quale mira a migliorare l’inclusione lavorativa delle persone epilettiche. Vogliamo aiutare a diffondere una cultura di inclusione e combattere la marginalizzazione di queste persone sul posto di lavoro – ha concluso la ricercatrice italiana – permettendo loro di ottenere un’occupazione appropriata”.