Il controllo dell’attività infiammatoria nella sclerosi multipla (SM) è oggi possibile grazie ai farmaci ad alta efficacia. Ma per una parte dei pazienti, la stabilità apparente non coincide con una reale interruzione della progressione. Emilio Portaccio (Università degli Studi di Firenze) e Nicola De Rossi (ASST Spedali Civili di Brescia) descrivono alcuni casi nei quali i pazienti non mostrano attività infiammatoria documentata con la risonanza magnetica, che però sviluppano nel tempo una disabilità crescente.
La progressione indipendente da ricadute (PIRA) è oggi riconosciuta come una delle principali sfide della pratica clinica: difficile da misurare, spesso visibile solo nella qualità della vita del paziente, è il segno di una neurodegenerazione silente, non intercettata dagli strumenti convenzionali. Servirà uno sforzo metodologico per uscire da un approccio ancora troppo centrato sui parametri motori, e migliorare la capacità di ascoltare e misurare anche gli aspetti soggettivi e cognitivi della malattia.





