Emicrania e disturbi del sonno: nuove evidenze cliniche

Intervista a Maria Pia Prudenzano By 11 Novembre 2025No Comments
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Il rapporto tra sonno ed emicrania è complesso: un sonno profondo può interrompere un attacco, mentre un eccesso di sonno può favorirne l’insorgenza. Maria Pia Prudenzano dell’AOUC Policlinico di Bari, intervistata a Padova durante la 55° edizione del Congresso della Società Italiana di Neurologia (SIN), ha spiegato che situazioni comuni del weekend come dormire più del solito, la riduzione del consumo di caffeina e un abbassamento fisiologico dei livelli di stress possono facilitare un attacco di emicrania. Anche l’insonnia e le apnee morfeiche ostruttive rappresentano un fattore di rischio per la cronicizzazione dell’emicrania e richiedono un trattamento dedicato.

Tra le terapie più recenti dell’emicrania, quelle mirate al CGRP (peptide correlato al gene della calcitonina, in inglese calcitonin gene-related peptide) sembrano migliorare anche i disturbi del sonno, suggerendo un’azione sul meccanismo patogenetico che lega l’insonnia e l’emicrania. Altri  farmaci preventivi, come beta-bloccanti e determinati antidepressivi, potrebbero al contrario influire negativamente sulla qualità del sonno e favorire gli attacchi. Secondo Prudenzano anche i nuovi farmaci per l’insonnia, gli antagonisti dei  recettori dell’orexina – sostanza che promuove la veglia e se in eccesso può peggiorare sia il disturbo del sonno sia l’emicrania – potrebbero offrire un aiuto a chi soffre contemporaneamente di emicrania e insonnia, anche se saranno necessari ulteriori studi per confermarne l’efficacia