Nel quinto episodio della serie Clinical Cases dedicata alla neuromielite ottica (NMOSD), Marco Capobianco dell’Ospedale Martini, ASL “Città di Torino” ha presentato il caso di una donna di 39 anni con esordio particolarmente aggressivo di malattia.
Dopo il trattamento della fase acuta con corticosteroidi ad alte dosi e plasmaferesi, che determina un miglioramento clinico e radiologico, si pone il problema della scelta della terapia disease-modifying in un quadro caratterizzato da esordio aggressivo e interessamento polifocale.
Alla luce dei fattori prognostici sfavorevoli e del profilo immunologico della paziente viene avviato un trattamento con inebilizumab, anticorpo anti-CD19 diretto contro la linea B cellulare. La terapia, iniziata nell’ottobre 2024 con lo schema posologico standard (300 mg al giorno 1 e 15, quindi ogni 6 mesi), ha determinato una remissione completa della sintomatologia e dell’attività infiammatoria. Al follow-up clinico e radiologico, a circa un anno e mezzo dall’avvio del trattamento, il quadro risulta stabile, senza evidenza di nuova attività di malattia.





