Identificare precocemente la progressione nella sclerosi multipla per migliorare gli esiti clinici

Intervista a Emilio Portaccio e Annamaria Repice By 11 Dicembre 2025Luglio 2nd, 2026No Comments
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L’identificazione precoce – anche di una progressione lieve – nella sclerosi multipla può modificare in modo sostanziale la storia naturale della malattia. Per Emilio Portaccio (Università degli Studi di Firenze), infatti, cogliere in fase iniziale i segnali di viraggio verso la progressione consentirebbe di attuare interventi terapeutici più tempestivi e mirati.

Una diagnosi precoce permette infatti l’attivazione di strategie multidisciplinari che integrano terapie farmacologiche, trattamenti riabilitativi e interventi sugli stili di vita. Secondo Annamaria Repice (Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi) questo approccio ha l’obiettivo di ridurre il peso della disabilità sulla vita quotidiana e migliorare gli esiti a lungo termine.

Dal punto di vista terapeutico, individuare i primi segni di progressione potrebbe dare ai neurologi la possibilità di introdurre precocemente trattamenti specifici in grado di trattare la smoldering inflammation, e futuri trattamenti efficaci anche per le forme progressive.