
È tutto pronto a Reggio Calabria per l’edizione 2026 del Congresso Nazionale SNO – Scienze Neurologiche Ospedaliere, in programma dal 3 al 6 giugno presso l’Università Mediterranea. Oltre 1.000 partecipanti, 216 speaker e più di 50 sessioni tematiche, plenarie e corsi specialistici compongono il principale appuntamento annuale della società che riunisce neurologi, neurochirurghi e neuroradiologi ospedalieri italiani.
Il programma del 65° Congresso SNO attraversa le principali frontiere della neurologia clinica, della neurochirurgia e della neuroradiologia, con un’impostazione fortemente legata alla pratica ospedaliera e alla medicina basata sulle evidenze. Come sottolineato nella presentazione ufficiale del Congresso, l’obiettivo è “distillare i dati della letteratura pertinente che davvero servono per un’azione sicura per i sanitari e profittevole per i pazienti”.
Tra i temi di maggiore rilevanza clinica, una sessione plenaria è dedicata alla rete per l’Alzheimer nel 2026, con focus sui modelli organizzativi per garantire equità e appropriatezza nell’accesso ai nuovi trattamenti anti-amiloide, inclusi criteri di eleggibilità, algoritmi diagnostici avanzati e utilizzo di PET e risonanza magnetica per la selezione e il follow-up.
L’ictus ischemico acuto oltre i confini delle linee guida occuperà un’altra plenaria, con attenzione ai trattamenti rescue, ai casi limite e alle nuove frontiere dell’intervento neurologico e neurovascolare.
Spazio anche all’intelligenza artificiale, dai modelli predittivi ai sensori indossabili, dalla neuroradiologia algoritmica agli interrogativi etici. Una sessione approfondirà il rapporto tra sonno e neurologia, con focus su narcolessia, insonnia, Alzheimer e complicanze delle apnee ostruttive. Il Congresso affronterà inoltre il tema della medicina di genere, con un focus sugli effetti della senescenza riproduttiva sulla progressione di malattia e sulle decisioni terapeutiche.
Accanto a questi filoni, il Congresso approfondirà numerosi altri ambiti: neuro-oncologia, cefalee, malattie neuromuscolari, epilessia, neuroriabilitazione, neurochirurgia nell’anziano, disturbi neurologici funzionali, malattie rare come Fabry e Pompe, neuropalliazione, urgenze neurologiche e autonomie regionali nell’accesso alle cure.
“Le innovazioni diagnostiche, i nuovi farmaci, l’intelligenza artificiale, le sfide dell’invecchiamento e della cronicità aprono possibilità straordinarie, ma ci chiedono anche di ripensare l’organizzazione dei servizi e di garantire appropriatezza, equità e sostenibilità”, ha dichiarato Pasquale Palumbo, presidente SNO. “È da questo confronto che possono nascere risposte migliori per la sanità del Paese”.





