
Il tema della longevità entra nel vivo del dibattito neurologico con la seconda edizione del Vatican Longevity Summit 2026, in programma il 25 e 26 maggio a Roma presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. Promosso dall’Istituto Internazionale di Neurobioetica (IINBE) in collaborazione con Brain Circle Italia e con il patrocinio della Pontificia Accademia per la Vita, il Summit propone un’impostazione dichiaratamente interdisciplinare: accanto alla ricerca biomedica, mette in dialogo neuroscienze, medicina e riflessione etica per ridefinire che cosa significhi “invecchiare” in modo sostenibile e centrato sulla persona.
Nel programma, la sessione dedicata a “cervello, neuroscienze e invecchiamento” concentra l’attenzione sui meccanismi biologici alla base del declino cognitivo e delle malattie neurodegenerative. Ad aprire i lavori è annunciata la lectio magistralis di Thomas C. Südhof, Premio Nobel per la fisiologia e la medicina 2013, con un focus sulla trasmissione sinaptica e sul suo possibile ruolo nei processi neurodegenerativi, inclusa la malattia di Malattia di Alzheimer. Insieme a lui sono attesi Fred H. Gage, Matilde Leonardi e Hiromitsu Nakauchi, chiamati a integrare prospettive che vanno dalla biologia delle cellule staminali alla salute cerebrale nelle società longeve.
Per la pratica clinica neurologica, il razionale è chiaro: comprendere come vulnerabilità sinaptica, plasticità e risposte rigenerative si modifichino con l’età significa anche rafforzare l’interpretazione traslazionale di biomarcatori e traiettorie di rischio, in un’area – quella del declino cognitivo – dove prevenzione, diagnosi precoce e personalizzazione dei percorsi assistenziali restano i nodi centrali. In parallelo, l’impianto etico del Summit punta a governare l’impatto delle tecnologie e delle nuove strategie biomediche sull’allungamento della vita, con osservazioni conclusive affidate a Alberto Carrara e la presentazione di una “Carta Etica” elaborata durante l’iniziativa.
In un momento in cui la ricerca sull’Alzheimer e sulle altre neurodegenerazioni accelera sul fronte dei biomarcatori, dei target sinaptici e delle strategie di prevenzione, il Summit ambisce a offrire un quadro integrato: mettere a fuoco che cosa sappiamo dei meccanismi dell’invecchiamento cerebrale e, insieme, quali scelte cliniche e organizzative possano tradursi in percorsi più precoci, appropriati e sostenibili per le persone a rischio o con declino cognitivo.





