Cure palliative in neurologia: la SIN sollecita fondi mirati e standard specifici

Redazione By 11 Novembre 2025No Comments
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La manovra finanziaria che introduce nuovi investimenti nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) per le cure palliative riporta al centro il tema dell’assistenza ai pazienti neurologici. Con un comunicato diffuso nella giornata di oggi, la Società Italiana di Neurologia (SIN) chiede che una quota dei fondi sia destinata in modo esplicito all’ambito neurologico, dove la complessità clinica e il peso epidemiologico delle malattie a lungo decorso generano un fabbisogno crescente e spesso non intercettato.

Patologie come sclerosi laterale amiotrofica, malattia di Parkinson avanzata, parkinsonismi, forme progressive di sclerosi multipla e demenze richiedono percorsi assistenziali continuativi, multidimensionali e centrati sulla persona. Secondo il comunicato, i “dati epidemiologici delle malattie a prognosi ‘infausta’ potrebbero rendere la neurologia la branca della medicina che ha più necessità di cure palliative”, soprattutto nelle fasi avanzate caratterizzate da dolore, perdita di autonomia e forte impatto sui caregiver.

Il documento richiama anche la dimensione etica e sociale. La SIN segnala che “un numero significativo di richieste di suicidio medicalmente assistito” proviene da persone con grave disabilità neurologica, un dato che solleva interrogativi sulla capacità del sistema sanitario di offrire risposte tempestive alla sofferenza e alla percezione di perdita di dignità. Le cure palliative, integrate precocemente nei percorsi neurologici, possono rappresentare uno strumento di accompagnamento, sollievo e sostegno decisionale.

In questo scenario la SIN rivendica il lavoro portato avanti dal proprio Gruppo di Studio in Bioetica e Cure Palliative, attivo nella produzione di documenti, iniziative formative e riflessioni pubbliche, incluso un recente approfondimento dedicato al suicidio medicalmente assistito. In collaborazione con la Società Italiana di Cure Palliative (SICP), la Società ha inoltre sviluppato modelli organizzativi basati su un approccio simultaneo tra neurologia e cure palliative, modelli che però richiedono “risorse stabili e programmazione a livello regionale” per diventare parte strutturale dell’offerta sanitaria.

La SIN ribadisce la necessità di una piena applicazione della legge 38/2010 anche per le patologie neurologiche non oncologiche e sollecita la pubblicazione aggiornata della relazione parlamentare prevista annualmente, con l’introduzione di specifici parametri di qualità per la neurologia. Centrale anche la piena attuazione della legge 219/2017, per garantire autonomia decisionale e pianificazione condivisa delle cure.

Nel suo appello finale, la Società chiede che le risorse siano erogate in modo trasparente e proporzionato ai bisogni reali, e che le Regioni adottino criteri uniformi di monitoraggio. La SIN afferma che “vigilerà con attenzione” sulla corretta applicazione delle misure, con l’obiettivo di migliorare l’assistenza e rafforzare le condizioni operative dei professionisti. Integrarle stabilmente nei percorsi neurologici significa garantire continuità, dignità e qualità di cura anche quando non è più possibile intervenire in senso risolutivo.