
Una nuova speranza per i pazienti affetti da polineuropatia demielinizzante infiammatoria cronica (CIDP). Il Committee for Medicinal Products for Human Use (CHMP) dell’European Medicines Agency (EMA) ha espresso un parere positivo per l’approvazione di efgartigimod alfa 1000mg in formulazione sottocutanea, destinato al trattamento di pazienti adulti con patologia attiva progressiva o recidivante, precedentemente trattati con corticosteroidi o immunoglobuline.
La polineuropatia demielinizzante infiammatoria cronica è la neuropatia infiammatoria rara più comune, e la sua natura progressiva o recidivante può portare a una significativa disabilità funzionale. Come sottolineato da Chiara Briani, Presidente dell’Associazione Italiana per lo Studio del Sistema Nervoso Periferico (ASNP), “i pazienti possono sperimentare debolezza e perdita di sensibilità che possono essere lentamente progressive (della durata di almeno due mesi) oppure recidivanti-remittenti, con progressiva disabilità funzionale, che può influenzare la mobilità, l’equilibrio e le attività quotidiane. Per tenere sotto controllo questa patologia è importante la diagnosi tempestiva e una terapia precoce. Negli ultimi anni vi è stata un’intensa attività di ricerca per comprendere meglio i meccanismi sottostanti alla CIDP e per sviluppare nuove terapie mirate” .
Efgartigimod alfa rappresenta un progresso significativo in questo senso. È il primo e unico frammento anticorpale IgG Fc progettato per colpire selettivamente le IgG patogenetiche, che si ritiene abbiano un ruolo chiave nel danno ai nervi periferici nella CIDP. Questa caratteristica lo rende un trattamento di precisione con un meccanismo d’azione innovativo. La somministrazione sottocutanea di efgartigimod alfa, disponibile in fiala o siringa preriempita, offre una notevole comodità, potendo essere gestita direttamente dal paziente, da un caregiver o da un operatore sanitario. Il regime terapeutico prevede un inizio con somministrazioni settimanali, che possono essere adattate a un regime a settimane alterne in base alla valutazione clinica.
Il parere favorevole del CHMP si fonda sui dati promettenti dello studio ADHERE, uno studio multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, che ha coinvolto 322 pazienti adulti con CIDP, di cui 130 in Europa. I partecipanti includevano sia pazienti non trattati (o con diagnosi recente) che pazienti in trattamento con immunoglobuline o corticosteroidi. La diagnosi di CIDP è stata confermata da un panel di esperti indipendenti. Lo studio è stato suddiviso in una fase A in aperto e una fase B randomizzata e controllata con placebo. Nella fase A, i pazienti hanno interrotto i trattamenti in corso e hanno dimostrato un peggioramento clinicamente significativo della malattia per essere idonei. Per accedere alla fase B, era necessario un miglioramento clinico evidente (ECI) con efgartigimod alfa SC.
I risultati hanno dimostrato l’efficacia di efgartigimod alfa in modo significativo. Il 66,5% (214/322) dei pazienti trattati con il farmaco ha mostrato un miglioramento clinico, inclusi miglioramenti nella mobilità, nelle funzioni e nella forza muscolare. Lo studio ha raggiunto l’endpoint primario, dimostrando una riduzione del 61% (HR 0,39; IC 95%: 0,25; 0,61; p<0,0001) del rischio di ricaduta rispetto al placebo. Sono stati osservati anche miglioramenti funzionali nel punteggio di disabilità INCAT (Inflammatory Neuropathy Cause and Treatment) (>1 punto), nella capacità di presa (>17 kPa) e nella scala I-RODS (>8 punti) alla settimana 36 rispetto al basale. Il profilo di sicurezza è risultato coerente con quanto già noto per efgartigimod alfa da studi precedenti.
“La raccomandazione del CHMP si basa sui risultati favorevoli ottenuti dallo studio clinico ADHERE, il più ampio studio condotto finora su pazienti affetti da CIDP, che ha dimostrato significativi miglioramenti clinici, miglioramenti nella mobilità, autonomia nelle attività quotidiane e nella forza muscolare. Tanto che il 99% dei partecipanti allo studio ha scelto di partecipare all’estensione in aperto dello studio”, ha commentato Giuseppe Lauria Pinter, Direttore Scientifico dell’Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano e Principal Investigator dello Studio ADHERE.
La raccomandazione del CHMP costituisce la base per la decisione finale della Commissione Europea (CE) sull’autorizzazione all’immissione in commercio, attesa nella prima metà del 2025. Una volta approvato, efgartigimod alfa sarà disponibile in tutti i 27 Stati membri dell’Unione Europea, oltre che in Islanda, Norvegia e Liechtenstein. Attualmente, efgartigimod alfa è già approvato come trattamento aggiuntivo per la miastenia gravis generalizzata (gMG) positiva agli anticorpi anti-acetilcolina (AChR), sia in formulazione endovenosa che sottocutanea (coformulato con la ialuronidasi umana ricombinante PH20). Questa potenziale nuova terapia rappresenta un traguardo significativo nella gestione della CIDP, offrendo una prospettiva di miglioramento della qualità di vita per migliaia di pazienti in Europa.





