Emicrania nei pazienti che soffrono di obesità: benefici da una terapia con GLP-1 RA?

Redazione By 24 Giugno 2025Giugno 27th, 2025No Comments
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Un farmaco per il diabete ha ridotto i giorni di emicrania mensile di pazienti con diagnosi di emicrania cronica e obesità: lo studio, presentato in occasione dell’undicesima edizione del Congresso dell’European Academy of Neurology (EAN), è stato condotto presso l’Headache Centre dell’Università di Napoli “Federico II”.

Lo studio ha coinvolto ventisei pazienti con un indice di massa corporea medio di 34,01 e almeno 15 giorni al mese di cefalea. Il trattamento della durata di dodici settimane con liraglutide, agonista del recettore del glucagon-like peptide-1 (GLP-1) già ampiamente utilizzato per il diabete di tipo 2 e la gestione dell’obesità, ha portato a una riduzione media di undici giornate mensili di cefalea e a un miglioramento clinicamente significativo del punteggio MIDAS (ridotto di 35 punti), suggerendo un potenziale meccanismo d’azione indipendente dalla perdita di peso.

“La maggior parte dei pazienti si è sentita meglio entro le prime due settimane di trattamento, e la qualità della vita è migliorata in modo significativo” ha dichiarato Simone Braca dell’Università di Napoli “Federico II” e primo autore dello studio. “Il beneficio è durato per l’intero periodo di osservazione di tre mesi, anche se la perdita di peso è stata modesta e statisticamente non significativa”. Il calo ponderale osservato, infatti, non ha raggiunto la significatività statistica (da 34,01 a 33,65 kg/m²).

“Pensiamo che, modulando la pressione del liquido cerebrospinale e riducendo la compressione dei seni venosi intracranici, questi farmaci producano una diminuzione del rilascio di peptide correlato al gene della calcitonina (CGRP), un peptide chiave rilasciato durante gli attacchi di emicrania” ha spiegato Braca. “Questo porrebbe il controllo della pressione intracranica come una nuova via farmacologicamente indirizzabile”.

Gli effetti avversi, prevalentemente gastrointestinali (nausea e stipsi), sono stati riscontrati nel 38% dei pazienti ma non hanno determinato interruzioni della terapia.

Sebbene lo studio sia limitato dalle dimensioni del gruppo di pazienti con obesità, i ricercatori ritengono di aver ottenuto preziose indicazioni preliminari su un possibile nuovo approccio terapeutico all’emicrania cronica. Dopo questo studio pilota, infatti, un gruppo di ricerca guidato da Roberto De Simone, Università di Napoli “Federico II”, sta pianificando uno studio randomizzato, in doppio cieco, con misurazione diretta o indiretta della pressione intracranica. “Vogliamo anche determinare se altri farmaci GLP-1 possono dare lo stesso sollievo, possibilmente con meno effetti collaterali gastrointestinali” ha sottolineato Braca.