I musicisti provano dolore in modo diverso dagli altri?

Redazione By 1 Ottobre 2025No Comments
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Uno studio pubblicato di recente su PAIN  suggerisce il ruolo della plasticità uso-dipendente nello sviluppo del dolore muscoloscheletrico persistente, offrendo nuove prospettive sulla variabilità individuale delle risposte corticomotorie in condizioni di dolore cronico (1).

L’ipotesi degli autori era che l’esperienza motoria prolungata, come quella dei musicisti, potesse proteggere contro gli effetti del dolore sul sistema motorio. Per verificarla, sono stati arruolati 39 giovani adulti sani, suddivisi in musicisti e non-musicisti. Il dolore prolungato è stato indotto tramite iniezione intramuscolare di nerve growth factor (NGF) e monitorato mediante stimolazione magnetica transcranica, valutando soglia motoria a riposo, potenziali evocati, volume e area delle mappe motorie corticali.

Nei non-musicisti il dolore ha determinato una significativa riduzione del volume della mappa corticomotoria, accompagnata da punteggi algici più elevati. Nei musicisti, invece, le mappe corticali, già più compatte in condizioni basali, sono rimaste stabili durante il dolore persistente, suggerendo un effetto protettivo della plasticità uso-dipendente. Le risposte corticomotorie nei musicisti risultavano inoltre correlate al monte ore di pratica settimanale e cumulativa, confermando l’influenza diretta dell’allenamento intensivo sulla resilienza del sistema motorio.

Dal punto di vista clinico, questi dati indicano che l’esperienza motoria prolungata non solo modula la percezione del dolore, ma stabilizza la neuroplasticità corticale rendendola meno vulnerabile ai processi maladattivi indotti dal dolore. Ciò apre alla possibilità di utilizzare programmi di training motorio ripetitivo non solo a fini riabilitativi, ma anche come strumenti preventivi in pazienti a rischio di cronicizzazione del dolore. Lo studio presenta limiti, tra cui la mancanza di monitoraggio oggettivo delle strategie di coping e delle attività quotidiane, e la restrizione del campione a giovani adulti sani.

In conclusione, i risultati dimostrano che la plasticità uso-dipendente derivante da un addestramento motorio prolungato può attenuare l’impatto del dolore persistente sul sistema corticomotorio, rappresentando un potenziale fattore di fenotipizzazione clinica e un target terapeutico per interventi personalizzati nel dolore cronico.

Bibliografia

1. Zamorano AM, Kleber B, De Martino E, et al. Prior use-dependent plasticity triggers different individual corticomotor responses during persistent musculoskeletal pain. PAIN 2025; 10.1097/j.pain.0000000000003749