La neurologia italiana punta su prevenzione, innovazione e presa in carico lungo tutto l’arco della vita

Redazione By 20 Luglio 2026No Comments
News

Le malattie neurologiche costituiscono una delle principali sfide per i sistemi sanitari contemporanei. In occasione della Giornata mondiale della neurologia del 22 luglio, la Società Italiana di Neurologia ha richiamato l’attenzione sulla necessità di considerare la salute del cervello come una priorità di sanità pubblica, superando un modello centrato esclusivamente sulla diagnosi e sul trattamento delle singole patologie. Secondo i dati del Global Burden of Disease richiamati dalla SIN, i disturbi del sistema nervoso interessano circa 3,4 miliardi di persone e rappresentano la prima causa globale di cattiva salute e disabilità.

In Italia, oltre un milione di persone vive con una forma di demenza, circa 300.000 con malattia di Parkinson e 144.000 con sclerosi multipla. A queste condizioni si aggiunge l’ictus cerebrale, responsabile ogni anno di circa 90.000 nuovi casi. Il costo complessivo delle patologie neurologiche, considerando spesa sanitaria, assistenza e perdita di produttività, viene stimato in oltre 20 miliardi di euro annui. Il progressivo invecchiamento della popolazione, la lunga durata di molte malattie e la complessità dei percorsi assistenziali rendono quindi necessario rafforzare le competenze specialistiche e l’integrazione tra ospedale, territorio e servizi sociali.

“La neurologia è una disciplina vasta, complessa”, sottolinea Mario Zappia, presidente della SIN. “Non si occupa solo di emergenza e urgenza, quindi di patologie tempo-dipendenti come l’ictus, ma anche di patologie croniche estremamente complesse: sclerosi multipla, epilessia, Parkinson, malattia di Alzheimer, cefalee”. Si tratta, aggiunge, di “malattie che durano anche decenni” e nelle quali le scelte terapeutiche devono essere progressivamente aggiornate in funzione dei bisogni del paziente.

Un capitolo centrale riguarda la trasformazione digitale. Intelligenza artificiale, telemedicina e biosensori stanno modificando le modalità di diagnosi, monitoraggio e organizzazione della presa in carico. “La tecnologia sta cambiando il nostro modo di agire”, osserva Zappia, richiamando l’impiego crescente di strumenti digitali e sensori per seguire la quotidianità dei pazienti. “Tutte queste competenze richiedono formazione”, non soltanto per i giovani specialisti, ma anche per i neurologi con maggiore esperienza.

La formazione dovrebbe comprendere anche competenze organizzative e istituzionali, così da coinvolgere maggiormente gli specialisti nella programmazione sanitaria. “Spesso le scelte che riguardano il fabbisogno dei neurologi nel nostro Paese vengono determinate senza che i neurologi siano interpellati”, afferma il presidente della SIN. Per questo, la Società sta promuovendo una formazione in public affairs, con l’obiettivo di rendere più efficace il confronto con i decisori nei diversi territori.

La prospettiva clinica si sta ampliando anche sul versante della prevenzione. Condizioni a lungo considerate inevitabilmente progressive presentano in realtà una quota significativa di rischio modificabile. “La prevenzione è qualcosa di nuovo in ambito neurologico”, rileva Zappia. “Oggi sappiamo, ad esempio, che nell’ambito della demenza abbiamo un 45% di fattori di rischio modificabili”.

La Brain Health assume così un significato più ampio della semplice assenza di malattia. “La salute del cervello vuol dire prendersi cura di quest’organo importantissimo anche indipendentemente dalla presenza di una malattia neurologica”, conclude Zappia. La sfida sarà tradurre questa impostazione in programmi strutturati, misurabili e accessibili, capaci di integrare prevenzione, innovazione e continuità assistenziale senza ampliare le disuguaglianze territoriali e sociali.