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La terapia farmacologica per l’ADHD potrebbe ridurre la mortalità

Redazione By 19 Marzo 2024No Comments
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L’inizio della terapia farmacologica per il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) si associa a una riduzione della mortalità?

È questa la domanda a cui ha cercato di rispondere un ampio studio osservazionale di coorte svedese, i cui risultati sono stati pubblicati di recente sul JAMA (1).

Lo studio ha preso in considerazione gli individui di età compresa tra 6 e 64 anni che avevano ricevuto una diagnosi di ADHD tra il 2007 e il 2018 e che in precedenza non erano stati sottoposti a un trattamento con farmaci per l’ADHD.

I ricercatori hanno quindi messo in relazione l’inizio di una terapia per l’ADHD (entro tre mesi dalla diagnosi) con la mortalità per tutte le cause entro due anni dalla diagnosi, la mortalità per cause naturali, legata ad esempio a condizioni fisiche, e quella per cause non naturali, legata ad esempio a infortuni non intenzionali, suicidi e avvelenamenti accidentali.

Sono stati inclusi nell’analisi 148.578 individui con ADHD (41,3% di sesso femminile; età media: 17,4 anni). Di questi, 84.204 (56,7%) avevano iniziato una terapia con farmaci per l’ADHD.

Il rischio di mortalità a due anni è risultato inferiore nel gruppo di soggetti che aveva iniziato la terapia per l’ADHD (39,1 casi ogni 10.000 individui) rispetto al gruppo di soggetti che non aveva iniziato il trattamento (48,1 casi ogni 10.000 individui).

L’inizio di una terapia per l’ADHD è inoltre risultato associato a un tasso significativamente inferiore di mortalità per tutte le cause (HR 0,79; IC 95%, 0,70 – 0,88) e di mortalità per cause non naturali (rischio a 2 anni: 25,9 vs 33,3 casi ogni 10.000 individui; HR 0,75; IC 95%, 0,66 – 0,86). Non sono emerse differenze significative, invece, per quanto riguarda la mortalità per cause naturali (rischio a 2 anni: 13,1 vs 14,7 casi ogni 10.000 individui; HR 0,86; IC 95%, 0,71 – 1,05).

Tra gli individui con una diagtnosi di ADHD, quindi, l’inizio di una terapia specifica potrebbe associarsi a una mortalità inferiore, soprattutto per quanto riguarda i decessi dovuti a cause non naturali come gli infortuni non intenzionali, i suicidi o gli avvelenamenti accidentali. Trattandosi di un’analisi osservazionale, tuttavia, i risultati in questione non permettono di trarre conclusioni definitive in merito.

Bibliografia

1. Li L, Zhu N, Zhang L, et al. ADHD Pharmacotherapy and Mortality in Individuals With ADHD. JAMA 2024; 331(10): 850-860. doi:10.1001/jama.2024.0851.