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Le condizioni neurologiche pesano sempre di più sulla salute globale

A cura di Rebecca De Fiore By 21 Marzo 2024Aprile 16th, 2024No Comments
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Le condizioni neurologiche sono oggi una delle principali cause di malattia e disabilità a livello globale. Secondo un nuovo studio pubblicato sul Lancet Neurology, nel 2021 ben 3,4 miliardi di persone – il 43% della popolazione mondiale – hanno avuto a che fare con una patologia neurologica (1). È stato stimato che, in totale, le patologie neurologiche sono state responsabili di 443 milioni di anni di vita sana persi, considerando disabilità, malattia e morte prematura (disability adjusted life years, DALY). Lo studio – a cui ha contribuito anche la World Health Organization, nell’analisi dei dati del Global Burden of Disease, Injuries, and Risk Factor Study (GBD) 2021 – ha stimato la perdita di salute del sistema nervoso causata da 37 condizioni neurologiche e i fattori di rischio associati, a livello globale, regionale e nazionale dal 1990 al 2021.

Il peso delle condizioni neurologiche a livello globale

Le prime dieci condizioni neurologiche che hanno contribuito alla perdita di salute sono state ictus, encefalopatia neonatale, emicrania, demenza, neuropatia diabetica, meningite, epilessia, complicanze neurologiche da parto pretermine, disturbo dello spettro autistico e tumori del sistema nervoso. Nel complesso, le condizioni neurologiche causano maggiore disabilità e perdita di salute negli uomini rispetto alle donne, nonostante una prevalenza femminile più elevata in patologie come l’emicrania, la cefalea e la demenza.

La condizione neurologica in più rapida crescita è stata la neuropatia diabetica: il numero di persone che ne soffre è più che triplicato dal 1990, arrivando a 206 milioni di casi nel 2021. Altre condizioni, come le complicanze neurologiche da Covid-19, tra cui la sindrome di Guillain-Barré, sono apparse negli ultimi anni e contano oggi oltre 23 milioni di casi.

Allo stesso tempo, il carico neurologico e la perdita di salute dovuti ad altre condizioni sono diminuiti: una maggiore consapevolezza della malattia, dell’utilizzo delle statine e dei farmaci che abbassano la pressione ha probabilmente contribuito alla diminuzione dei DALY associati all’ictus. Anche alcuni vaccini – in particolare contro tetano, rabbia, meningite, neurocisticercosi ed encefalite – hanno ridotto i DALY associati a queste malattie, così come la promozione all’utilizzo di acido folico nel periodo peri-concezionale ha contribuito alla diminuzione dell’incidenza dei difetti del tubo neurale.

Lo studio ha poi esaminato venti fattori di rischio modificabili per condizioni neurologiche potenzialmente prevenibili tra cui ictus, demenza e disabilità intellettiva idiopatica. Contrastare l’ipertensione arteriosa sistolica e l’inquinamento atmosferico potrebbe prevenire fino all’84% dei DALY per ictus, mentre prevenire l’esposizione al piombo potrebbe ridurre il carico della disabilità intellettiva idiopatica del 63,1%. Ridurre i livelli elevati di glucosio plasmatico a digiuno, invece, potrebbe ridurre il carico della demenza del 14,6%. Il fumo, che si conferma uno dei principali fattori di rischio per la maggior parte delle patologie, ha contribuito in modo significativo al rischio di ictus, demenza e sclerosi multipla.

Ad aumentare la preoccupazione è che il problema sembra essere in aumento: dal 1990, il numero assoluto di individui che vivono con o muoiono a causa di condizioni neurologiche è aumentato. I tassi di DALY standardizzati per età, però, sono diminuiti, a conferma del fatto che l’aumento dei numeri assoluti è dovuto principalmente al cambiamento demografico e all’allungamento della vita delle persone. Se da un lato, infatti, l’aumento dell’aspettativa di vita è senza dubbio uno dei più grandi successi dei sistemi sanitari di tutto il mondo, dall’altro ha portato a un aumento dei disturbi neurologici legati all’età, come l’Alzheimer e altre demenze, l’ictus e la Malattia di Parkinson. Non tutto il carico neurologico, però, è associato all’invecchiamento della popolazione: una parte significativa del carico neurologico globale è relativo all’età pediatrica, legato soprattutto a disturbi dello sviluppo neurologico. Anche l’emergenza climatica è in parte responsabile: alcune malattie infettive emergenti, come il virus Zika o il virus del Nilo occidentale, colpiscono direttamente il sistema nervoso.

Altro aspetto da non sottovalutare è che oltre l’80% dei decessi neurologici e delle perdite di salute si verificano nei Paesi a basso e medio reddito e l’accesso alle cure varia notevolmente. Basti pensare che nel 2017 solo 46 dei 194 Paesi del mondo avevano politiche con un budget separato dedicato ai disturbi neurologici, e solo 69 dei 125 Paesi che hanno risposto a un questionario apposito avevano linee guida cliniche per i disturbi neurologici. Ancora, la disponibilità di specialisti non è divisa equamente: i Paesi ad alto reddito hanno fino a 70 volte più professionisti neurologici ogni 100.000 persone rispetto a quelli a basso e medio reddito.

Tedros Ghebreyesus: “Questo studio dovrebbe servire come un invito urgente all’azione”

Lo studio – nonostante presenti dei limiti legati soprattutto alla scelta delle patologie incluse, alla non considerazione di comorbidità con altre patologie croniche, alla mancanza di conoscenza degli esiti neurologici a lungo termine delle nuove patologie legate a Covid-19, e le limitazioni generali condivise da tutti gli studi sulla GBD come la scarsità di dati epidemiologici affidabili in molti Paesi – non è da sottovalutare.

“Le condizioni neurologiche causano grandi sofferenze agli individui e alle famiglie che colpiscono e derubano le comunità e le economie del capitale umano”, ha commentato Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale della World Health Organization. “Questo studio dovrebbe servire come un invito urgente all’azione per aumentare gli interventi mirati a consentire, al crescente numero di persone che vivono con condizioni neurologiche, di accedere alle cure, ai trattamenti e alla riabilitazione di qualità di cui hanno bisogno. È importante più che mai garantire che la salute del cervello sia meglio compresa, valorizzata e protetta, dalla prima infanzia alla fine della vita” (2).

Sicuramente è necessario investire sulla ricerca. Da un lato, infatti, chiarire i meccanismi che incidono sulla salute del sistema nervoso può aiutare a sviluppare interventi mirati che possano invertire la rotta: i risultati dello studio dimostrano infatti che la perdita di salute legata a patologie neurologiche è stata sottostimata in tutto il mondo ed è in aumento, ma anche che è distribuita in modo non uniforme a livello geografico e socioeconomico. Dall’altra, per diverse patologie non è ancora disponibile una cura. Anche per questo motivo le risorse da destinare alle patologie del sistema nervoso dovrebbero coprire l’intero continuum assistenziale, dalla prevenzione alla diagnosi, al trattamento, fino alla riabilitazione e all’assistenza a lungo termine.

In questa direzione è nato il Piano d’azione globale intersettoriale sull’epilessia e altri disturbi neurologici 2022-2031 (IGAP) – adottato dagli Stati membri in occasione dell’Assemblea mondiale della sanità del 2022 – che mira a “ridurre lo stigma, impatto e onere dei disturbi neurologici, compresa la mortalità, morbilità e disabilità ad essi associate, e migliorare la qualità della vita delle persone con disturbi neurologici, dei loro accompagnatori e delle loro famiglie”. L’IGAP stabilisce inoltre le tappe e gli obiettivi per migliorare l’accesso alle cure in tutto il mondo, per attuare strategie per la promozione della salute del cervello e la prevenzione delle malattie, per aumentare la ricerca sull’argomento. “Il Piano d’azione globale intersettoriale 2022-2031 stabilisce una tabella di marcia per i Paesi per migliorare la prevenzione, l’identificazione precoce, il trattamento e la riabilitazione dei disturbi neurologici”, ha affermato Dévora Kestel, direttrice del Dipartimento di salute mentale e uso di sostanze dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. “Per raggiungere l’equità e l’accesso a cure di qualità, dobbiamo anche investire in più ricerca sui rischi per la salute del cervello, un migliore supporto per il personale sanitario e servizi adeguati” (2).

Bibliografia

1. GBD 2021 Nervous System Disorders Collaborators. Global, regional, and national burden of disorders affecting the nervous system, 1990-2021: a systematic analysis for the Global Burden of Disease Study 2021. Lancet Neurol. 2024 Apr;23(4):344-381.
2. World Health Organization. Over 1 in 3 people affected by neurological conditions, the leading cause of illness and disability worldwide. Pubblicato il 14 marzo 2024.