
Gli afroamericani e i latinoamericani con malattia di Alzheimer e demenze correlate (Alzheimer disease and related dementias, ADRD) e le loro famiglie andranno incontro a un aumento delle disuguaglianze, dovendo affrontare oneri economici sproporzionatamente elevati principalmente dovuti all’assistenza e al caregiving non retribuito (1).
Su JAMA Network Open è stato pubblicato uno studio, coordinato da Stipica Mudrazija della University of Washington (Seattle, USA), con l’obiettivo di quantificare e proiettare all’anno 2060 il burden economico dell’Alzheimer e delle ADRD negli Stati Uniti, facendo particolare attenzione alle potenziali disparità legate all’etnia dei pazienti, dei loro familiari e dei caregiver coinvolti.
La malattia di Alzheimer è la forma più comune di demenza, che colpisce circa 6,9 milioni di cittadini USA di età pari o superiore a 65 anni. Le forme di demenza correlate comprendono, tra le altre, le patologie cerebrovascolari, la demenza frontotemporale, la demenza a corpi di Lewy, la sclerosi dell’ippocampo e la malattia di Parkinson. Nel 2020 il carico economico della malattia di Alzheimer e delle ADRD negli Stati Uniti è stato stimato in 344 miliardi di dollari: si tratta di costi nettamente più elevati rispetto a quelli del cancro (stimati in 21,1 miliardi di dollari), dell’ictus (56,5 miliardi di dollari) e delle malattie cardiovascolari (239,9 miliardi di dollari). E, secondo Mudrazija e colleghi, entro il 2060 questa cifra supererà i 3.000 miliardi.
Il modello sviluppato dai ricercatori ha infatti predetto che il burden economico per i pazienti afroamericani e latinoamericani— che nel 2020 era equivalente a 113 miliardi — raggiungerà i 1.700 miliardi di dollari, superando quello per i pazienti di etnia caucasica (stimato sui 1.400 miliardi). Le evidenze esistenti indicano differenze nei processi biologici e non biologici che potrebbero portare a questo risultato, tra cui alti tassi di prevalenza e comorbidità associate (ipertensione, diabete e obesità), minore possibilità di accesso a assistenza sanitaria e istruzione di qualità.
Lo studio è basato su un’analisi trasversale che ha integrato dati dai registri MEPS (Medical Expenditure Panel Survey), NSOC (National Study of Caregiving) e PSID (Panel Study of Income Dynamics), oltre che da stime di costi futuri di cura e composizione demografica. Sono stati analizzati 31.028 adulti con più di cinquanta anni, 1.929 caregiver familiari e 8.615 persone che svolgevano un ruolo informale nella cura, l’assistenza o supporto dei pazienti con queste patologie.
Ma quali sono le conseguenze degli oneri economici previsti? Le proiezioni indicano che i pazienti con Alzheimer e ADRD e i loro caregiver andranno incontro a un crescente impoverimento, caratterizzato da minori risparmi pensionistici, maggiore indebitamento e dipendenza dai programmi pubblici di sostegno: questo comprometterà la capacità di sostenere economicamente le generazioni successive, accentuando le disuguaglianze. L’assistenza non retribuita rappresenta la componente più onerosa e – secondo i ricercatori – rende necessarie politiche pubbliche più incisive a supporto dei caregiver tra cui misure per conciliare lavoro e cura, congedi familiari retribuiti più accessibili e programmi di compensazione su base comunitaria.
Molte delle riflessioni di Mudrazija e colleghi preoccupano anche i ricercatori coinvolti in Immidem, progetto nazionale coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità e nato per indagare e affrontare il fenomeno della demenza nelle persone che hanno un background migratorio.
Anche in Europa, la demenza e i disturbi cognitivi sono destinati a diventare sfide importanti per la salute pubblica: secondo alcune stime, oggi circa 500.000 cittadini europei con una storia di migrazione soffrono di demenza e circa 650.000 hanno un lieve deterioramento cognitivo (2).
Bibliografia
1. Mudrazija SAranda MPGaskin DJ. Economic Burden of Alzheimer Disease and Related Dementias by Race and Ethnicity, 2020 to 2060. JAMA Netw Open. 2025;8(6):e2513931.
2. Canevelli M, Cova I, Remoli G, et al. A nationwide survey of Italian centers for cognitive disorders and dementia on the provision of care for international migrants. Eur J Neurol. 2022.





