Microbiota e neurodegenerazione, l’intestino si conferma un possibile snodo precoce della malattia neurologica

Redazione By 8 Luglio 2026No Comments
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L’asse microbiota-intestino-cervello sta emergendo come uno dei campi più rilevanti per comprendere i meccanismi che collegano alterazioni periferiche e neurodegenerazione. Una recente rassegna di Stefania Zampatti e colleghi – pubblicata su Rivista di Neurologia –  analizza il ruolo del microbiota intestinale, del sistema nervoso enterico e delle vie di comunicazione con il sistema nervoso centrale, delineando un modello in cui la disbiosi può contribuire alla neuroinfiammazione e alla progressione di patologie come malattia di Parkinson e malattia di Alzheimer. Al centro di questa rete vi è il sistema nervoso enterico, costituito da centinaia di milioni di neuroni organizzati nei plessi mioenterico e sottomucoso e capace di integrare segnali meccanici, metabolici, immunitari e neuroendocrini.

Gli autori esaminano le principali modalità di comunicazione bidirezionale tra intestino e cervello. La via neurale è rappresentata soprattutto dal nervo vago, che trasmette informazioni viscerali al tronco encefalico e, in condizioni patologiche, potrebbe favorire la propagazione retrograda di segnali neurotossici e proteine con comportamento prion-like. Nel Parkinson, particolare attenzione è riservata all’ipotesi secondo cui l’α-sinucleina patologica possa accumularsi precocemente nei plessi enterici e risalire lungo le fibre vagali fino al sistema nervoso centrale. A questa componente si affiancano la via immunitaria, quella circolatoria e quella neuroendocrina, che concorrono a trasformare la disbiosi in un processo sistemico capace di influenzare la funzione cerebrale.

Un elemento centrale del modello proposto è la compromissione delle barriere biologiche. In condizioni di disbiosi, la riduzione della diversità microbica e dei batteri produttori di acidi grassi a catena corta può associarsi a un aumento della permeabilità intestinale. Il passaggio in circolo di lipopolisaccaridi e mediatori pro-infiammatori alimenta l’infiammazione sistemica e può contribuire all’alterazione della barriera emato-encefalica. Al contrario, metaboliti come acetato, propionato e soprattutto butirrato sono descritti come componenti dell’omeostasi dell’asse intestino-cervello: sostengono l’integrità delle giunzioni serrate, modulano la risposta immunitaria e influenzano la plasticità sinaptica e l’espressione di fattori neurotrofici.

La microglia rappresenta un altro snodo cruciale. Il microbiota contribuisce alla maturazione e alla regolazione funzionale delle cellule immunitarie residenti del sistema nervoso centrale; in presenza di disbiosi, questo equilibrio può spostarsi verso una risposta pro-infiammatoria, con aumento dello stress ossidativo e della citotossicità. La rassegna collega questi meccanismi tanto al danno dopaminergico del Parkinson quanto ai processi associati alla deposizione di β-amiloide, alla fosforilazione della tau, alla disfunzione sinaptica e alla perdita neuronale nell’Alzheimer.

Sul piano clinico, la modulazione del microbiota viene presentata come un’area di ricerca potenzialmente rilevante, ma ancora da consolidare. Probiotici, prebiotici, simbiotici, dieta mediterranea e trapianto di microbiota sono discussi come possibili strategie per ridurre l’infiammazione e favorire meccanismi neuroprotettivi. Il razionale biologico è fondato sull’ipotesi che il ripristino dell’eubiosi possa rafforzare la barriera intestinale, modulare i metaboliti microbici e ridurre la neuroinfiammazione, ma la prospettiva terapeutica richiede ancora una definizione più precisa dei meccanismi e dei pazienti potenzialmente responsivi.

Nel complesso, la rassegna propone una visione della neurodegenerazione come processo non confinato al cervello, ma inserito in una rete sistemica che coinvolge intestino, microbiota, immunità, metabolismo e sistema nervoso autonomo. Il passo successivo della ricerca sarà chiarire il peso causale delle alterazioni microbiche, identificare biomarcatori affidabili e comprendere se la modulazione dell’asse intestino-cervello possa trasformarsi da ipotesi biologica a strategia preventiva o neuroprotettiva clinicamente applicabile.

Bibliografia

1. Zampatti S, Koch G, Pellicano C, Guerra M, Bassi A. Microbiota e neurodegenerazione: meccanismi molecolari di interazione e modulazione del sistema nervoso entericoRiv Neurol 2026;3(2):112-120