
Una research letter pubblicata su JAMA Neurology suggerisce che l’uso di apparecchi acustici potrebbe ridurre il rischio di demenza, ma solo se si inizia a usarli presto (1). La ricerca mostra infatti che un intervento tempestivo potrebbe essere una delle chiavi per proteggere il cervello dal declino cognitivo nei soggetti con disturbi dell’udito.
I ricercatori hanno analizzato i dati di 2.953 partecipanti al Framingham Heart Study (FHS), un’importante analisi che segue la salute di migliaia di persone da decenni. I soggetti, tutti di età pari o superiore a 60 anni e senza demenza al basale, sono stati sottoposti a esami audiometrici standardizzati tra la fine degli anni settanta e la fine degli anni novanta. Sono stati poi seguiti per un massimo di 20 anni per monitorare l’insorgenza della demenza, affidandosi all’auto-dichiarazione dei pazienti per quanto riguarda l’uso degli apparecchi acustici.
La perdita dell’udito è stata definita come una soglia di udito media a tono puro di 26 dB o superiore nell’orecchio migliore. L’analisi è stata condotta confrontando il rischio di demenza tra tre gruppi di partecipanti: quelli con perdita dell’udito che usavano apparecchi acustici, quelli con perdita dell’udito che non li usavano e un gruppo di controllo senza problemi di udito.
I risultati hanno messo in evidenza che:
- nei partecipanti sotto i 70 anni, coloro che usavano gli apparecchi acustici hanno mostrato un rischio di demenza inferiore del 61% rispetto a chi, pur avendo problemi di udito, non li usava (HR 0,39; 95% CI, 0,17-0,89; P = 0,03). Questo dato suggerisce che gli apparecchi acustici possono avere un forte effetto protettivo se applicati in una fase relativamente precoce.
- Nei soggetti sopra i 70 anni, invece, non è stata osservata alcuna riduzione significativa del rischio.
Nonostante sia noto che la perdita dell’udito sia un fattore di rischio per la demenza, questo studio è il primo a dimostrare che il tempismo potrebbe essere un elemento chiave in termini di prevenzione. Gli autori sottolineano infatti che solo il 17% delle persone con una perdita uditiva da moderata a grave utilizza gli apparecchi acustici.
Pur riconoscendo le limitazioni dello studio, come l’utilizzo delle auto-dichiarazioni dei pazienti sull’uso degli apparecchi, gli autori sottolineano l’importanza dei risultati. “Questa ricerca rafforza l’idea che la prevenzione della demenza non debba iniziare a 70 o 80 anni”, scrivono. “Dovremmo considerare il test dell’udito e l’uso di apparecchi acustici come una parte essenziale della cura della salute a partire da un’età più giovane”.
Bibliografia
1. Francis L, Seshandri S, Dillard LK, et al. Self-Reported Hearing Aid Use and Risk of Incident Dementia. JAMA NEurology 2025; doi: 10.1001/jamaneurol.2025.2713.





