Negli ultimi anni, nuove evidenze cliniche e sperimentali hanno modificato la comprensione della patofisiologia della sclerosi multipla. Mentre in passato l’attenzione si concentrava principalmente sulla componente infiammatoria acuta, caratterizzata da ricadute e dalla presenza di lesioni attive alla risonanza magnetica, oggi si riconosce l’importanza della smoldering neuroinflammation. Sempre più evidenze mostrano infatti che questo processo di infiammazione cronica e neurodegenerazione, presente fin dalle fasi precoci della malattia, contribuisce in modo significativo all’accumulo di disabilità nel tempo.
Questo cambio di prospettiva ha comportato una serie di conseguenze per quanto riguarda la definizione di progressione, le modalità diagnostiche, la scelta del trattamento e la comunicazione medico-paziente. Tematiche, queste, che sono state trattate nel contesto del progetto Smoldering- From science to patient – costituito da tre gruppi di miglioramento tenutisi durante il mese di maggio 2024 a Napoli, Torino e Roma – nel corso dei quali alcuni dei maggiori esperti italiani in tema di sclerosi multipla si sono confrontati alla luce della propria esperienza clinica e delle evidenze disponibili in letteratura.
Il Quaderno NeuroInfo Smoldering neuroinflammation: una nuova prospettiva nella gestione clinica della sclerosi multipla ha l’obiettivo di riportare gli elementi più rilevanti emersi nel corso dei tre incontri.





