
L’emicrania, una delle principali cause di disabilità a livello globale, rappresenta una sfida clinica quotidiana per i neurologi. Recenti novità nel panorama terapeutico hanno portato a un riesame delle strategie di trattamento, in particolare per quanto riguarda la gestione dell’attacco acuto, fondamentale per migliorare la qualità di vita dei pazienti. Un articolo di Viviana Forte e Allen F. Shaughnessy, pubblicato su Recenti Progressi in Medicina (1), offre una sintesi critica delle terapie disponibili, riassumendo le evidenze da una revisione sistematica e meta-analisi per l’American College of Physicians (ACP) (2,3).
L’articolo fa parte della rubrica POEMs, acronimo di Patient-Oriented Evidence that Matters. L’obiettivo di questa rubrica è distillare i risultati della ricerca scientifica in raccomandazioni pratiche e di immediata applicabilità per il clinico. A differenza di un semplice riassunto di studi, un POEMs valuta criticamente la rilevanza clinica dei risultati per il paziente, concentrandosi su esiti “che contano”, come il miglioramento della qualità di vita, la riduzione della disabilità o la diminuzione degli eventi avversi. Questa metodologia garantisce che le evidenze presentate siano direttamente utili per la pratica medica quotidiana.
Lo studio di base, pubblicato negli Annals of Internal Medicine nel 2025, è una revisione sistematica e network meta-analisi di studi clinici randomizzati e controllati, che ha analizzato 21 studi head-to-head e 165 studi controllati con placebo sul trattamento dell’emicrania acuta. L’obiettivo era confrontare l’efficacia e la sicurezza dei trattamenti disponibili per pazienti adulti in ambito ambulatoriale.
I risultati principali confermano che i triptani rimangono la classe farmacologica più efficace per il sollievo dal dolore a due ore e per la risoluzione della cefalea fino a 48 ore dall’assunzione. L’analisi ha inoltre evidenziato che l’associazione di un triptano con un FANS è significativamente più efficace del solo triptano, un’evidenza che rafforza le raccomandazioni cliniche per le terapie combinate. L’aggiunta di paracetamolo non ha mostrato benefici aggiuntivi in termini di analgesia.
Per quanto riguarda le classi più recenti, come ditani e gepanti, lo studio non ha evidenziato vantaggi clinici rispetto ai triptani per il sollievo acuto dal dolore. Sebbene i triptani possano essere associati a un rischio leggermente maggiore di eventi avversi rispetto ad altri trattamenti, questo rischio si è dimostrato contenuto e gestibile.
Le raccomandazioni dell’ACP, basate su questo studio, suggeriscono di aggiungere un triptano a un FANS nei pazienti con emicrania da moderata a grave che non rispondono al solo FANS. Questa raccomandazione è classificata come “forte” con un livello di evidenza “moderato”. Un’altra indicazione, classificata come “condizionata”, suggerisce l’aggiunta di un triptano al paracetamolo in casi di non risposta.
Tuttavia, come evidenziato nell’articolo di Forte e Shaughnessy, il contesto italiano presenta alcune specificità normative e di rimborso che il neurologo deve considerare. Sebbene i triptani siano rimborsabili dal Servizio Sanitario Nazionale, i ditani e i gepanti possono essere prescritti solo da centri specialistici autorizzati e non tutti risultano rimborsabili. Il neurologo deve quindi bilanciare l’efficacia clinica con la disponibilità e i costi per il paziente, un aspetto cruciale per garantire un accesso equo alle cure.
L’articolo pubblicato su Recenti Progressi in Medicina ribadisce il ruolo centrale dei triptani, in particolare se associati a un FANS, nel trattamento dell’emicrania acuta. L’evidenza scientifica supporta l’efficacia di questa strategia terapeutica. La rubrica POEMs si dimostra un valido strumento per tradurre la ricerca in pratica clinica, fornendo al neurologo un quadro chiaro e sintetico per orientarsi nelle decisioni terapeutiche.
In futuro, sarà cruciale che ulteriori studi confrontino direttamente i trattamenti più recenti (ditani e gepanti) con i triptani in termini di efficacia a lungo termine e di impatto sulla qualità di vita. Al contempo, la ricerca dovrà continuare a indagare le specificità individuali dei pazienti, esplorando la possibilità di una medicina di precisione per il trattamento dell’emicrania.
Bibliografia
1. Forte V, Shaughnessy AF. Trattamento per l’emicrania acuta: orientarsi tra le terapie a confronto. Recenti Prog Med 2025;116(9):522-523.
2. Steiner TJ, Stovner LJ. Global epidemiology of migraine and its implications for public health and health policy. Nat Rev Neurol 2023; 19: 109-17.
3. Gartlehner G, Dobrescu A, Wagner G, et al. Pharmacologic treatment of acute attacks of episodic migraine: a systematic review and network meta-analysis for the American College of Physicians. Ann Intern Med 2025; 178: 507-24.





