Skip to main content

Emicrania: gli anticorpi monoclonali anti-CGRP agiscono anche sull’aura?

A cura di Fabio Ambrosino By 4 Marzo 2024No Comments
NewsSpeciali
anticorpi monoclonali aura

Gli anticorpi monoclonali anti-CGRP sono efficaci anche nel trattamento dell’emicrania con aura? Alla luce dei notevoli progressi ottenuti con l’arrivo di queste molecole è ragionevole chiedersi se il loro impiego sia in grado di agire anche su questo sintomo che colpisce circa il 15% dei pazienti affetti dalla patologia. Di recente sono stati presentati i risultati di due analisi italiane – pubblicati su Neurological Sciences e CNS Neuroscience and Therapeutics – che hanno preso in esame questo aspetto (1,2).

Nell’ambito della prevenzione dell’emicrania episodica e cronica l’armamentario dei farmaci in grado di agire sulla via del CGRP è oggi costituito da tre anticorpi monoclonali che neutralizzano direttamente la molecola di CGRP (eptinezumab, fremanezumab e galcanezumab) e da un altro che prende di mira il recettore del CGRP (erenumab).

Altri quattro farmaci a piccola molecola rivolti al recettore del CGRP – i cosiddetti gepanti – sono poi risultati efficaci per il trattamento acuto dell’emicrania (rimegepant, ubrogepant e zavegepant) o per la prevenzione dell’emicrania episodica (rimegepant e atogepant) (3).

L’aura è un fenomeno neurologico focale reversibile che coinvolge sintomi visivi, sensoriali, del linguaggio e motori che solitamente precedono il dolore dell’emicrania. Gli anticorpi monoclonali anti-CGRP sono risultati efficaci nella prevenzione dell’emicrania cronica ed episodica, ma si sa poco della loro utilità nel contesto specifico dell’emicrania con aura.

A oggi nessun trial controllato ha infatti valutato specificatamente l’efficacia di questi trattamenti in questo setting, analizzato separatamente gli effetti sugli attacchi con aura e senza aura o confrontato gli effetti dei farmaci in individui con aura e senza aura. Tutte le evidenze disponibili sul tema provengono da studi osservazionali di piccole dimensioni e analisi post-hoc (4,5).

Rientrano in questa categoria anche le due nuove casistiche italiane di recente pubblicazione. La prima fa riferimento a uno studio di coorte prospettico pilota che ha valutato l’efficacia e la sicurezza di erenumab, fremanezumab o galcanezumab per il trattamento dell’aura emicranica in 14 pazienti seguiti dal Centro Cefalee dell’Università Federico II di Napoli (1).

I ricercatori hanno valutato i giorni medi mensili con sintomi associati all’aura (con o senza successivo mal di testa), i giorni medi mensili con mal di testa e il punteggio medio mensile al test MIDAS (Migraine Disability Assessment).

Al follow up di 12 mesi è emersa una riduzione significativa dei giorni medi mensili con sintomi associati all’aura (p < 0.001) e dei giorni medi mensili di mal di testa (p < 0.001). Durante il periodo di trattamento di 12 mesi, poi, nessuno dei 14 pazienti ha riportato eventi avversi, lievi o gravi.

Risultati opposti, almeno per quanto riguarda l’efficacia degli anticorpi monoclonali anti-CGRP sull’aura, arrivano invece da un recente studio condotto da un gruppo dell’Università degli Studi di Perugia (2).

In questo caso sono stati presi in considerazione 12 pazienti con emicrania – sette trattati con erenumab, due con fremanezumab e tre con galcanezumab – i quali sono stati valutati in termini di numero di giorni mensili di mal di testa e di emicrania, frequenza degli episodi di aura, numero di giorni al mese con assunzione di farmaci per gli episodi acuti e i punteggi ai test MIDAS e HIT-6 (Headache Impact Test-6).

Gli anticorpi anti-CGRP sono qui risultati associati a riduzioni significative dei giorni medi al mese di mal di testa ed emicrania senza aura, del numero di giorni con assunzione di farmaci e dei punteggi MIDAS e HIT-6 (p < 0.0001). Al contrario, il trattamento con farmaci anti-CGRP non è risultato associato a una riduzione degli attacchi di emicrania con aura. Alcuni pazienti, poi, hanno riportato attacchi di aura senza mal di testa durante il periodo di trattamento.

Sulla base di questi risultati i ricercatori dell’Università di Perugia ipotizzano che gli anticorpi monoclonali anti-CGRP potrebbero non influenzare l’attività neuronale e vascolare legata alla Cortical Spreading Depression (CSD), considerato il substrato fisiopatologico dell’aura.

Alla luce di questi nuovi risultati contrastanti è quindi ancora più evidente la necessità di condurre studi clinici randomizzati su larga scala utili a valutare il beneficio terapeutico derivante dall’azione dei farmaci che agiscono sulla via del CGRP nei soggetti affetti da emicrania con aura.

Bibliografia

1. Braca S, Miele A, Stornaiuolo A, et al. Are anti-calcitonin gene-related peptide monoclonal antibodies effective in treating migraine aura? A pilot prospective observational cohort study. Neurol Sci 2023.
2. Cresta E, Bellotti A, Rinaldi G, et al. Effect of anti-CGRP-targeted therapy on migraine aura: Results of an observational case series study. CNS Neurosci Ther 2024; https://doi.org/10.1111/cns.14595.
3. Al-Karagholi MA-M. Targeting CGRP pathways and aura: A peripheral site with a central effect. Cephalalgia 2023; 43(12): doi:10.1177/03331024231212895.
4. Iannone LF, De Cesaris F, Ferrari A, et al. Effectiveness of anti-CGRP monoclonal antibodies on central symptoms of migraine. Cephalalgia. 2022 Nov;42(13):1323-1330.
5. Ashina M, McAllister P, Cady R, et al. Efficacy and safety of eptinezumab in patients with migraine and self-reported aura: Post hoc analysis of PROMISE-1 and PROMISE-2. Cephalalgia. 2022 Jul;42(8):696-704.