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Il nuovo Piano Cefalea della Regione Emilia-Romagna

Redazione By 11 Gennaio 2024No Comments
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Piano Cefalea Emilia

La Regione Emilia-Romagna ha aggiornato il proprio Piano Cefalea, la cui precedente versione risaliva al 2013, e predisposto un ampio progetto per contrastare questa patologia a livello territoriale. Complessivamente sono stati messi a disposizione oltre 840mila euro per il biennio 2023-2024, assegnati alla Regione mediante un decreto ministeriale elaborato nel marzo scorso in seguito all’approvazione della legge n. 81 del 2020.

Gli obiettivi principali del progetto regionale includono:

  • lo sviluppo della telemedicina;
  • la lotta all’uso eccessivo di farmaci antidolorifici attraverso la consulenza di specialisti;
  • l’attivazione su tutto il territorio regionale dei percorsi diagnostici, terapeutici e assistenziali (PDTA) già implementati a Bologna e Reggio Emilia;
  • la promozione dell’informazione rivolta ai cittadini in collaborazione con le associazioni dei pazienti;
  • il monitoraggio dell’utilizzo dei farmaci, studiando gli effetti delle terapie più innovative e valutando l’impatto sui servizi sanitari.

L’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini, ha spiegato che il provvedimento si rivolge ai pazienti con cefalea primaria cronica diagnosticata, mettendo a loro disposizione le migliori risorse del sistema sanitario regionale: “Da un lato strumenti innovativi quali la telemedicina e la cartella elettronica che favoriscono la presa in carico dei pazienti cefalalgici e la riduzione dei tempi di attesa; dall’altro la nostra organizzazione territoriale, in grado di intercettare subito, con i medici curanti, le Case della Comunità e i CAU, i casi da trattare e se necessario da segnalare ai centri regionali specialistici. Quello della cefalea è un problema spesso sottostimato, per questo opereremo insieme alle associazioni dei pazienti per prevenire l’abuso di farmaci di automedicazione che, pur dando un sollievo immediato, possono nel lungo periodo creare complicazioni per la salute”.

Il nuovo modello presta poi particolare attenzione al ruolo dello psichiatra e dello psicologo, inseriti nel percorso di presa in carico, e del farmacologo clinico, che contribuirà a prevenire eventuali abusi di farmaci. Un’altra figura coinvolta, infine, sarà poi quella dello “specialista on call” – introdotta con successo dall’Azienda ospedaliero-universitaria di Modena e attualmente in fase di valutazione – disponibile dei medici curanti e neurologi territoriali per consulti telefonici.