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Inibitori di pompa protonica e rischio di emicrania e cefalea: quale relazione?

Redazione By 10 Maggio 2024No Comments
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Sono stati pubblicati su Neurology Clinical Practice i risultati di un’analisi retrospettiva statunitense da cui è emerso che l’emicrania e la cefalea grave potrebbero presentarsi come eventi avversi del trattamento con inibitori di pompa protonica. Inoltre, i dati suggeriscono che anche altre tipologie di farmaci soppressori dell’acidità, come gli antagonisti del recettore H2 o altri antiacidi generici, potrebbero essere coinvolte in queste condizioni (1).

Sono stati analizzati i dati del National Health and Nutrition Examination Survey, relativi al periodo di tempo compreso tra il 1999 e il 2004. Ai partecipanti alla survey era stato chiesto di fornire anche informazioni dettagliate sull’uso di integratori alimentari e farmaci con prescrizione medica. Queste informazioni sono state utilizzate per classificare l’assunzione di farmaci soppressori dell’acidità, come inibitori di pompa protonica, antagonisti del recettore H2 e altri antiacidi generici. I dati relativi a questi trattamenti, poi, sono stati analizzati in riferimento ai soggetti che avevano o meno riportato emicrania o cefalea grave nei tre mesi precedenti all’intervista.

I risultati, relativi a 11.818 adulti statunitensi, hanno messo in evidenza un’associazione tra l’uso di farmaci soppressori dell’acidità e un maggior rischio di emicrania o cefalea grave. Rispetto ai soggetti che non facevano uso di antiacidi, infatti, la prevalenza di queste condizioni è risultata del 70% più elevata nei soggetti che assumevano inibitori di pompa protonica, del 40% più elevata in quelli che assumevano antagonisti del recettore H2 e del 30% più elevata tra quelli che assumevano antiacidi generici. Non sono emerse differenze significative tra le diverse terapie antiacido, mentre è stata osservata un’interazione tra uso di antagonisti del recettore H2 e assunzione di magnesio, in genere considerato protettivo contro l’emicrania.

“Insieme – scrivono gli autori nelle conclusioni – questi risultati suggeriscono che vi è la necessità di studi prospettici progettati in modo specifico per comprendere fino a che punto le associazioni tra emicrania e farmaci soppressori dell’acidità rilevino semplicemente delle comorbilità o in che misura l’emicrania sia un evento avverso associato a questi farmaci”.

Bibliografia

1. Slavin M, Frankenfeld CL, Guirguis AB, Seng EK. Use of Acid-Suppression Therapy and Odds of Migraine and Severe Headache in the National Health and Nutrition Examination Survey. Neurology Clinical Practice 2024; 14(3): https://doi-org.bmv.idm.oclc.org/10.1212/CPJ.0000000000200302.