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Agonisti recettoriali del GLP-1 per il trattamento del Parkinson: nuovi dati su lixisenatide

Redazione By 11 Aprile 2024Aprile 16th, 2024No Comments
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lixisenatide Parkinson

In uno studio di fase 2 della durata di 12 mesi, l’impiego dell’agonista del recettore del GLP-1 lixisenatide ha prodotto una modesta riduzione della progressione della disabilità motoria nei pazienti affetti da malattia di Parkinson in fase precoce. Tale effetto è però risultato associato a un tasso maggiore di eventi avversi gastrointestinali.

Sono stati pubblicati sul New England Journal of Medicine i risultati dello studio LIXIPARK, trial clinico randomizzato di fase 2 condotto in Francia tra il 2018 e il 2020 (1).

I partecipanti sono stati divisi in due gruppi, con un rapporto di 1:1, per ricevere lixisenatide sottocutaneo o un placebo in aggiunta alle loro attuali terapie per la malattia di Parkinson per un periodo di 12 mesi. Tutti i partecipanti sono stati formati per procedere autonomamente all’iniezione sottocutanea 15 minuti prima della cena.

Lixisenatide e il placebo sono stati somministrati inizialmente alla dose di 10 μg al giorno per 14 giorni, per poi aumentare a 20 μg al giorno per il resto dei 12 mesi. I partecipanti sono stati visitati alla baseline, al giorno 15 e ai mesi 1, 3, 6, 9, 12 e 14, con le valutazioni cliniche specifiche per la malattia di Parkinson eseguite al basale e ai mesi 6 e 12.

L’endpoint primario di efficacia era costituito dalle variazioni dalla baseline al dodicesimo mese nei punteggi della parte III della Unified Parkinson’s Disease Rating Scale della Movement Disorder Society (MDS-UPDRS).

Sono stati valutati per l’ammissibilità allo studio 157 partecipanti (su 177 screenati inizialmente), di cui 156 sono stati in seguito arruolati nello studio. Al dodicesimo mese, il punteggio medio relativo alla parte III della MDS-UPDRS è risultato pari a 14,9 (IC al 95%, 13,3-16,6) nel gruppo trattato con lixisenatide e a 18,8 (IC al 95%, 16,6-21,0) nel gruppo placebo.

La variazione nei punteggi è stata di -0,04 punti nel gruppo lixisenatide (IC 95% -1,62-1,54) e di 3,04 punti nel gruppo placebo (IC al 95%, 1,46-4,62), una differenza di 3,08 (IC al 95%, 0,86-5,30; P = 0,007). Al mese 14, dopo il periodo di washout di due mesi, il punteggio medio sulla parte III della MDS-UPDRS, misurato nello stato off-medication, è invece risultato rispettivamente di 17,7 (IC al 95%, 15,7-19,7) e di 20,6 (IC al 95%, 18,5-22,8).

In termini di sicurezza, è stato segnalato almeno un evento avverso nella maggior parte dei partecipanti (86% nel gruppo lixisenatide e 71% nel gruppo placebo). Gli effetti collaterali gastrointestinali sono stati più comuni con lixisenatide rispetto al placebo e includevano nausea (46% vs 12%), vomito (13% vs 3%) e reflusso gastroesofageo (8% vs 1%). L’incidenza di eventi avversi gravi, tuttavia, è stata simile nei due gruppi (cinque partecipanti in ciascun gruppo).

Bibliografia

1. Meissner WG, Remy P, Giordana C et al. Trial of Lixisenatide in Early Parkinson’s Disease. N Engl J Med 2024; 390: 1176-1185.