
Allenare l’ippocampo protegge dall’Alzheimer? Un ampio studio pubblicato sul BMJ ha mostrato che i tassisti e gli autisti di ambulanze, professioni che richiedono una frequente elaborazione spaziale e di navigazione, hanno i tassi di mortalità attribuibili alla malattia di Alzheimer più bassi tra oltre 400 professioni considerate (1).
Lo studio, un’analisi trasversale di popolazione basata sui certificati di morte statunitensi dal 2020 al 2022, ha esaminato oltre 8,9 milioni di decessi suddivisi tra 443 professioni. I ricercatori hanno scoperto che i tassisti e gli autisti di ambulanze avevano costantemente la percentuale più bassa di morti attribuibili alla malattia di Alzheimer, anche dopo aver aggiustato per età, sesso, etnia e livello di istruzione.
Questa scoperta, sebbene osservazionale, solleva interrogativi interessanti sul potenziale effetto protettivo dell’elaborazione spaziale e di navigazione sul rischio di malattia di Alzheimer. Gli autori ipotizzano che l’uso frequente della memoria spaziale e delle capacità di navigazione in queste professioni possa portare a cambiamenti neurologici nell’ippocampo, una regione del cervello cruciale per l’elaborazione spaziale e una delle prime aree colpite dalla patologia neurodegenerativa.
Gli autori concludono che i risultati dello studio dovrebbero aprire a ulteriori ricerche sui potenziali benefici delle attività cognitive che coinvolgono l’elaborazione spaziale come misura preventiva contro la malattia di Alzheimer. Tuttavia, mettono in guardia dal trarre conclusioni causali, riconoscendo potenziali fattori di confondimento e la necessità di ulteriori ricerche per confermare le loro scoperte.
Bibliografia:
1. Patel V, Liu M, Worsham C, Jena A. Alzheimer’s disease mortality among taxi and ambulance drivers: population based cross sectional study. BMJ 2024;387:e082194.





