Tra gli addetti ai lavori è ormai risaputo che gli esami standard, dalla visita neurologica alla risonanza magnetica, non sono sempre in grado di rilevare una progressione della sclerosi multipla. Esistono però degli aspetti che è possibile monitorare per valutare questa possibilità, dall’autonomia del paziente alle sue funzioni cognitive. Ne abbiamo parlato con Antonella Conte dell’UOC di Neurologia del Policlinico Umberto I di Roma.
Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione.





