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Stimolazione transcranica a corrente diretta (tDCS) per l’Alzheimer: nuove evidenze

Redazione By 5 Gennaio 2024Gennaio 8th, 2024No Comments
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Stimolazione transcaranica Alzheimer.

La stimolazione transcranica a corrente diretta (tDCS) potrebbe essere efficace nel migliorare le funzioni cognitive dei pazienti con Malattia di Alzheimer.

È quanto emerge dai risultati di uno studio cinese pubblicato su General Psychiatry, i quali hanno messo in evidenza le potenzialità della tDCS nell’ambito della patologia neurodegenerativa.

Lo studio ha reclutato 124 pazienti con Malattia di Alzheimer lieve o moderata, di cui 63 assegnati casualmente a una tDCS attiva e 61 a una tDCS simulata.

La stimolazione è stata applicata a livello della corteccia prefrontale dorsolaterale nel corso di 30 sessioni distribuite in sei settimane (due volte al giorno per 20 minuti, 5 giorni a settimana).

La funzione cognitiva è stata valutata al basale, alla seconda settimana e alla sesta settimana utilizzando l’Alzheimer’s disease Assessment Scale – Cognitive (ADAS-Cog) e il Mini-Mental State Examination (MMSE). La plasticità corticale è stata invece valutata mediante potenziale evocato motorio (PEM) misurato con l’elettromiografia.

Rispetto alla tDCS simulata, a sei settimane la tDCS attiva ha portato a miglioramenti significativi all’ADAS-Cog nelle funzioni correlate alla memoria, soprattutto nei domini del richiamo di parole, del richiamo delle istruzioni di test e del riconoscimento delle parole (P < 0,001).

La stimolazione transcranica attiva, ma non quella simulata, ha portato anche a miglioramenti nel MMSE a 6 settimane (P = 0,024) ma non a 2 settimane (P = .0,941).

La tDCS attiva è risultata anche a una migliore plasticità corticale, con una correlazione significativa tra i cambiamenti nella plasticità corticale misurati tramite MEP e quelli nella funzione cognitiva.

Lo studio aveva dei limiti. Ad esempio, non sono stati previsti test per valutare cambiamenti nelle reti cerebrali o indagare meccanismi neurofisiologici, né sono stati raccolti campioni di sangue o di liquido cerebrospinale, rendendo impossibile la valutazione di eventuali cambiamenti a livello neurotrasmettitoriale. Infine, non è stato previsto un follow-up a lungo termine per valutare la durata dell’efficacia della stimolazione transcranica.

In conclusione, la stimolazione transcranica a corrente diretta potrebbe essere una metodica valida per migliorare le funzioni cognitive nei pazienti con Malattia di Alzheimer, favorendo cambiamenti nella plasticità cerebrale. Saranno ora necessari ulteriori studi, con follow up più lunghi, per definire il reale valore clinico di questo approccio.

Bibliografia

1. Li X, Chen L, Yu K, et al. Impact of twice-a-day transcranial direct current stimulation intervention on cognitive function and motor cortex plasticity in patients with Alzheimer’s disease. General Psychiatry 2023; 36:e101166.